Natura e scopi della costellazione

 

L’utilizzo della costellazione angelica, come quello di astrologia e angelologia è legato al nostro libero arbitrio e al ruolo di rice-trasmittenti energetiche, capaci costantemente di stabilire delle risonanze con le energie che produciamo.
Noi esseri umani possiamo attivare connessioni superiori (ad esempio con le frequenze angeliche) imparando a depotenziare le impressioni sensoriali (riconoscendole, mandando amore a noi stessi e senza identificarci in esse) e a spostare l’attenzione su ciò che ci appassiona e sulle nostre intenzioni positive…
Le lettere/frequenze dei Nomi dei nostri Angeli sono una chiave per attivare in noi l'importante processo del "rendersi conto" di come e in che modo blocchiamo il flusso energetico nei vari ambiti della nostra vita.
L’Angelo custode (Sole) è comunque sempre il fulcro della costellazione (e dell’oroscopo), se non ci accorgiamo/non onoriamo  le sue energie è inutile nascondersi dietro gli altri elementi…
Se evidenziamo delle fragilità, contraddizioni, difficoltà legate ad ambiti specifici, ecco che gli Angeli della costellazione possono darci un illuminante contributo. Se ad esempio mi rendo conto di essere fragile e instabile emotivamente potrò concentrarmi sull’Angelo Lunare e portare attenzione alla fase o alle fasi energetiche del suo nome  e attivare connessioni di guarigione in quel senso. Analogamente potrò fare con l’Angelo di Venere per le questioni affettive, con quello di Marte  per la mia aggressività, Mercurio per l’elaborazione e la comunicazione. L’angelo di Saturno mi sarà utile nei periodi di difficoltà e maturazione e quello di Giove per rendermi conto di come rinforzare la mia fiducia ed aprirmi all’abbondanza….  In ogni caso il lavoro sarà  sempre e soltanto mio.
Sarà soltanto la mia consapevolezza con l’aiuto delle frequenze angeliche e planetarie , che mi farà rendere conto di quali connessioni ho bisogno.
Rendendoci conto delle nostre percezioni e convinzioni limitanti potremo accorgerci di cosa ci manca e attirarlo a noi, desiderandolo con passione, semplicità e fiducia,  accedendo serenamente a connessioni superiori.
Questa pratica di auto consapevolezza (che suggerisco di fare in modo più intuitivo e meditativo che didattico) potrà dunque partire  da una serena analisi delle difficoltà, delle aspettative e dei desideri;  potrà continuare evidenziando tra noi e noi se le difficoltà sono più legate all’energia in entrata, all’elaborazione o all’espressione all’esterno con i suggerimenti dati in precedenza e con la decisione di provare ad attivare connessioni superiori dedicando del tempo e dello spazio e questo importante processo in una pratica quotidiana di attenzione, consapevolezza, respirazione, ricapitolazione e quant’altro….. ci potrà suggerire l'INTUIZIONE che è la prima forma di connessione superiore con le frequenze angeliche....